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Sangue Verde a CINEMA DOC: MAI PIU’ ROSARNO? I braccianti africani si raccontano

MAI PIU' ROSARNO?

 

 Il 25 e il 26 ottobre, all’interno della rassegna CINEMA DOC, verrà proiettato il doc-film di Andrea Segre, Sangue Verde.  

A quasi un anno dalla rivolta di Rosarno abbiamo l’occasione di tornare a riflettere e di tentare di individuare le responsabilità e le cause, troppo spesso confuse con gli effetti, che generarono i moti di gennaio.

 

Durante le proiezioni saranno, infatti, presenti alcuni membri all’A.L.A.R. , Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma – nata dalla volontà dei braccianti di autorganizzarsi per rivendicare i propri diritti e denunciare le condizioni di sfruttamento lavorativo – e l’Osservatorio Antirazzista del Pigneto Torpignattara che ha organizzato in questo anno una rete di solidarietà e accoglienza.   


– lunedì 25 ottobre (Nuovo Cinema Sacher, ore 21.00),

Al termine della proiezione incontro con l’ex Sindaco di Rosarno, Peppino Lavorato e Antonio Onorati, presidente del Centro Internazionale Crocevia, modera Maurizio Di Rienzo ;

– martedì 26 ottobre, (Cinema Farnese Persol, ore 21.00)

Al termine della proiezione incontro con alcuni protagonisti del film, modera Maurizio Di Rienzo

22/10/10 CUCCHI: IL RICORDO NON BASTA!

cucchi_22_ottobre_2010

UN ANNO DALL’ OMICIDIO DI STEFANO CUCCHI

IL RICORDO NON MUORE

IL RICORDO NON BASTA

Il 15 ottobre del 2009, veniva arrestato dai Carabinieri un giovane come tanti, Stefano Cucchi, colpevole della detenzione di una modica quantità di sostanza stupefacente. Dopo una settimana di violenze subite ad opera dei Pubblici Ufficiali che lo ebbero in custodia e di colpevoli negligenze dei medici del reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini, il 22 ottobre Stefano moriva abbandonato in un letto di ospedale.

 

In questi giorni è cominciato il processo che vede imputati i medici e le guardie carcerarie ma lascia fuori completamente i primi ad averlo tra le mani, i Carabinieri. Un processo farsa che fin dalle prime battute sta confermando le intenzioni di un sistema che già 48 ore dopo la morte di Stefano lo aveva reso colpevole della sua stessa fine e aveva assolto i propri apparati repressivi.

Sappiamo che la verità non si scrive nelle aule di tribunale. Sappiamo che la verità in questa vicenda è la stessa di tante storie quotidiane meno note che molti hanno imparato a conoscere sulla loro pelle. Nelle strade, negli ospedali, nelle carceri, nei commissariati, nei C.I.E. si muore di sicurezza, si muore di proibizionismo, si muore di repressione, si muore di razzismo: Carlo Giuliani, Nabruka Mimuni, Federico Aldrovandi, Mohamed El Abbouby, Gabriele Sandri, Marcello Lonzi, Giuseppe Uva, Leona, Riccardo Rasmann, Niki Aprile Gatti, Stefano Frapporti, Francesco Mastrogiovanni, Simone La Penna, Salah Soudani, Sole e Baleno ……

BASTA VITE SPEZZATE DALLA VIOLENZA DELLO STATO

Ad un anno da questo omicidio saremo in strada tra le vie di Torpignattara per condividere la volontà di sradicare ovunque la cultura repressivaautoritaria fascista, che riproduce ogni giorno tante storie simili a quella di Stefano.

22 OTTOBRE 2010, ORE 17:00

PRESIDIO A PIAZZA DELLA MARRANELLA

15/10/10 CUCCHI: IL RICORDO NON BASTA

Invitiamo tutte e tutti ad un incontro pubblico

venerdì 15 ottobre, alle ore 19:00

al Parco degli Acquedotti

via Lemonia di fronte via Valerio Pubblicola

per organizzare insieme un appuntamento cittadino per il 22 ottobre

Grazie alla determinazione della famiglia nel richiedere verità e giustizia per l’omicidio del figlio, l’informazione per questa assurda morte giungeva nelle case di ognuno di noi.

Immediatamente montava un sentimento di indignazione, per l’omicidio di un ragazzo inerme, rafforzato dalla convinzione che al posto di Stefano poteva esserci ognuno di noi, un nostro amico, un nostro familiare.

Solidarietà per la famiglia e rabbia per la violenza degli apparati repressivi dello Stato si manifestava nei nostri territori con una partecipata manifestazione nel quartiere popolare di Torpignattara, luogo in cui Stefano viveva.

009, veniva arrestato dai Carabinieri un giovane come tanti, Stefano Cucchi, colpevole della detenzione di una modica quantità di sostanza stupefacente.

Dopo una settimana di violenze subite ad opera dei Pubblici Ufficiali che lo ebbero in custodia e di colpevoli negligenze dei medici del reparto protetto del Sandro Pertini, il 22 ottobre Stefano moriva abbandonato in un letto di ospedale.

Grazie alla determinazione della famiglia nel richiedere verità e giustizia per l’omicidio del figlio, l’informazione per questa assurda morte giungeva nelle case di ognuno di noi.

Immediatamente montava un sentimento di indignazione, per l’omicidio di un ragazzo inerme, rafforzato dalla convinzione che al posto di Stefano poteva esserci ognuno di noi, un nostro amico, un nostro familiare.

Durante tutto quest’anno, diverse realtà della società civile e dei movimenti hanno tenuto alta l’attenzione sulla vicenda di Stefano, organizzando molte iniziative: volantinaggi, murales, presidi, dibattiti, proiezioni e concerti, parchi e tornei a lui dedicati, pranzi sociali di raccolta fondi per le spese giudiziarie della famiglia.

Molti di noi l’hanno fatto condividendo con la famiglia l’obiettivo di non dimenticare, stabilendo, con Giovanni, Rita e Ilaria, un rapporto di unità di intenti, solidarietà e affetto. Per questo, ad un anno di distanza, la famiglia Cucchi ha contattato alcune di queste realtà (comitati di quartiere e centri sociali), per organizzare insieme due giornate in ricordo di Stefano.

Questo il programma stabilito:

– il 15 ottobre una fiaccolata nel quartiere Tuscolano, che terminasse al Parco degli Acquedotti, dove Stefano è stato tratto in arresto.

– il 22 ottobre, anniversario della morte, un’iniziativa a Torpignattara dove, dopo la messa commemorativa voluta dalla famiglia, avremmo presentato il libro di Ilaria, “Vorrei dirti che non eri solo”, proposto uno spettacolo teatrale e un concerto a cui, attraverso un “Appello al mondo dell’Arte”, abbiamo invitato a partecipare tutti e tutte coloro che avessero voluto manifestare la propria indignazione per le vicende accadute a Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, Gabriele Sandri, Carlo Giuliani e molti, troppi altri ancora. Molti gli artisti e le artiste che hanno aderito all’invito.

A dieci giorni dal primo appuntamento, la fiaccolata, i famigliari di Stefano hanno deciso di non proseguire nel percorso che fino a quel momento avevamo condiviso, per motivi che solo loro hanno voce e diritto di raccontare.

 

A noi rimane il bisogno e la volontà di continuare a denunciare e smascherare il reale volto antidemocratico e autoritario del sistema politico economico e sociale che governa il nostro paese.

A noi rimane la voglia di lottare per combattere e sradicare la cultura repressiva, proibizionista e autoritaria e fascista, che fa della sopraffazione del più debole e del diverso la propria bandiera e riproduce ogni giorno tante storie simili a quella di Stefano.

 

IL RICORDO NON MUORE! IL RICORDO NON BASTA!