LIVING THEATRE – RESIST

Mercoledì 18 gennaio 2006 ore 21:00
proiezione del film documentario “Resist” di Dirk Szuszies;
saranno presenti Judith Malina e Hanon Reznicov del Living Theatre che leggeranno delle poesie prima della proiezione.
Ingresso 3,00 euro

RESIST e’ un film documentario di 90 minuti girato da Dirk Szuszies, regista tedesca che fu attore con il Living anni fa – il film rintraccia tutta la storia del Living ma concentra sul lavoro piu’ recente sopratutto, segue il gruppo durante i suoi interventi alle manifestazione intorno alla riunione dei G8 a Genova e della WTO a New York, al lavoro con i partigiani pensionati alla sede di Rocchetta Ligure e documenta un progetto straordinario compiuto nelle terre del Hezbollah nel Libano

Resist
Di Dirk Szuszies e Karin Kaper, BEL, 2003,BEL-, colore, 90min.
Musica: Carlo Altomare, Patrick Grant, Andrea Liberovici
Produzione: YC ALIGATOR FILM
Con Judiht Malina e il Living Theatre Disobbedienza Civile! Basta con la guerra!
Non in mio nome!
Migliaia di voci stanno resistendo e risvegliando il mondo,
cantando la propria opposizione contro la tirannia dell’economia e delle crociate bellicose.

 

Resistere!
Questo e’ ciò che fa il LIVING THEATRE oggi. Questo e’ ciò che ha sempre fatto.
Gli ideali pacifisti radicali e anarchici del Living hanno ancora senso oggi? La loro utopia rappresenta una soluzione alla complessita’ di questo mondo? O invece immolarsi nella furia terroristica o bombardare un paese che vive nell’eta’ della pietra rappresenta una soluzione piu’ articolata?

A New York, Genova, Parigi o in Libano, il film ci porta in viaggio con il Living e con la rabbia di giovani uomini e donne di oggi, cittadini del modo che si trovano davanti le scottanti questioni del giorno:

GROUND ZERO A NEW-YORK: sulla scia della distruzione dei simboli del proprio impero economico e mercato globalizzato, un’America colpita a morte ha messo in piedi la sua macchina da guerra per andare a caccia dei suoi fantasmi del terrore e del male. Crociate senza fine, scenari semplicistici ed ipocriti. La guerra si fa fuori dai confini, mentre in casa, nella terra della democrazia e della liberta’ che pero’ ancora mantiene la pena di morte e che dopo la Cina detiene il primato mondiale delle esecuzioni, si diffonde la repressione.

G8 DI GENOVA: Carlo Giuliani, uno studente di 20 anni viene ucciso. La brutalita’ della polizia e la violenza di alcuni contestatori hanno insanguinato la speranza di un altro mondo. L’amarezza ha preso il posto dei sogni e della vitalita’ dei giovani anti-globalizzazione.

KHIAM, SUD DEL LIBANO: questo ex campo di detenzione occupato dall’esercito israeliano fino al maggio del 2000, E’ diventato un museo della tortura e dell’oppressione. La prigione, una dolorosa incarnazione del terribile e quasi senza speranza conflitto in Medio Oriente, e’ stata convertita in un centro di indottrinamento alla vendetta e alla “guerra santa” dagli Hezbollah.

Come si puo’ nella pace in un mondo in cui la tirannia economica, la propaganda di guerra, la cieca seta di vendetta, la morte e l’odio si stanno allargando a macchia d’olio? Come si puo’ organizzare la resistenza civile contro governi che sganciano bombe ovunque gli pare, senza allo stesso tempo negare i pericoli della tirannia del terrorismo? Come far sentire il grido di dolore ‘Not in my name’ nel momento di un’esecuzione? Questo desiderio di un mondo migliore e’ solo la memoria di un paradiso perduto che ha avvelenato le nostre vite?

Per Piu’ di cinquant’anni il LIVING THEATRE si e’ opposto ad ogni forma di violenza. Dato per morto ma sempre resuscitato, un nomade reietto ma instancabile, il Living e’ sopravvissuto al proprio successo e alla persecuzione dei suoi oppositori. La sua influenza e’ stata enorme e lo e’ ancora adesso. Da Paradise Now, agli happening di massa degli anni d’oro degli hippie fino alle attivita’ odierne con i giovani attivisti a New York, Parigi, Genova o in Libano, l’odissea del Living e’ la nostra storia. La sua vitalita’ e’ contagiosa. Possiamo tutti partecipare a questa ribellione e questa visione utopistica. Non c’e’ tempo da perdere. . (Dirk Szuszies)