Neanche un secondo di lavoro senza sicurezza

Sample ImagePensiamo che sia ora di raccontare le storie personali degli uomini e delle donne che ogni giorno subiscono la violenza del lavoro per trasformarle in lotte collettive.

Verso lo sciopero generalizzato del 9 novembre
MERCOLEDI 31 OTTOBRE, dalle ore 18,
al LOA ACROBAX (Via della Vasca Navale 6 – Viale Marconi)
è convocata l’assemblea  pubblica provinciale

Interverranno: Laut (Civitavecchia), Coordinamente contro la guerra Valle del Sacco-Colleferro, lavoratori AMAGEST, ACEA, FS, Cantieri, precari, RLS/RSU, Confederazione Cobas, Rdb-Cub, Usi-Ait

–    ore 21 cena a sottoscrizione del comitato nomortilavoro

–    ore 22 proiezione del film Motoboy di Cèsar Meneghetti, Elisabetta Pandimiglio, Italia/Brasile, 2004, 75’. Il film verrà introdotto da Marco, uno dei primi speedy boys della Capitale.

L’Italia mantiene in Europa il triste primato dei morti sul lavoro: i funerei e costanti dati INAIL denunciano ogni anno oltre 1300 morti, 250.000 invalidi, 1.200.000 d’infortuni. Cifre per difetto, perché nelle statistiche non rientrano i morti post-ospedalizzati. quelli incidentati  per andare/tornare al/dal lavoro, i lavoranti in nero e gli immigrati irregolari, i tanti da malattie professionali.
Una strage permanente, per lo più nascosta dai media, che mantiene l’Italia tra i paesi che di fatto applicano “la pena di morte” .

Le chiamano "morti bianche", come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna. Le chiamano “morti bianche” quasi non ci fossero dei responsabili dietro gli omicidi che si compiono ogni giorno.
Ma le responsabilità hanno un nome-cognome-indirizzo: governi e parlamenti nazionali e regionali,  enti locali, aziende e loro associazioni datoriali,  politiche degli appalti al massimo ribasso e dell’eliminazione delle  spese per la sicurezza del lavoro, sindacati concertativi e complici, anche i poco formati RLS che pur potendo agire in forza di legge (L.626/94) per prevenire, denunciare e sanare, tralasciano e/o non sono supportati in questa missione.
 “Morti bianche”, fredde e calcolate come le parole e le dichiarazioni ipocrite che si ripetono con costanza per celebrare i “caduti sul lavoro”, mentre di tratta di un massacro permanente, fatto di lutti, feriti, invalidi!!
“Morti bianche”, come pallido e scarno è il tributo sociale del riconoscimento, il misero e ridicolo vitalizio che la madre-moglie-figli ricevono come “rimborso spese” per la violenza-tragedia patita sul lavoro!

Il principale responsabile di quello che sta accadendo oggi in Italia è il processo di precarizzazione lavorativa e di vita che ci costringe ad accettare lavori e contratti di merda con tempi e ritmi inumani senza percepire i livelli di rischio costanti.
Solo nel Lazio in queste ultime due settimane ci sono stati quattro morti.
L’11 ottobre Roberto Pignalber i di 35 anni muore per un'esplosione che si è verificata all'interno della fabbrica inglese di armamenti leggeri, Simmel Difesa, di Colleferro. Il 17 ottobre Michele Cozzolino di 31 anni perde la vita mentre lavora alla riconversione a carbone della contestatissima Centrale  di Torre Valdaliga Nord. Un tubo innocente lo colpisce da un’altezza di 60 metri, questo accade mentre da mesi i lavoratori denunciano la mancanza di sicurezza nel cantiere.E’ una strage continua. Annunciata e preventivata nei bilanci delle aziende.
Nel movimento, tra le migliaia di attivisti impegnati nella lotta per i diritti negati, tra i milioni di precari che subiscono la violenza di condizioni di vita grama e a rischio, è ora che si prenda coscienza di massa di questa situazione di belligeranza posta in essere da questo sistema profittale.
Porre fine a questo massacro, indicare le soluzioni per sconfiggere le condizioni materiali che lo provocano, è l’altro compito che dobbiamo prefiggerci per uscire dal modello della precarietà, dal “vivere per lavorare”, dai “morti del lavoro”.
Il problema della sicurezza e dei morti del lavoro deve essere al centro del prossimo sciopero generalizzato del 9 novembre convocato contro il “protocollo pensioni-welfare del 23 luglio”, per il lavoro stabile e il reddito garantito, per il diritti sociali e la tutela dei beni comuni (casa, servizi, acqua, trasporti, scuola, sanità, energia).
Il “Comitato NO morti lavoro ” è uno degli strumenti di lotta per combattere questa “strage degli innocenti”! Lo abbiamo intitolato ad Antonio Salerno-Piccinino , il giovane precario pony express ucciso nelle strade di Roma nel 2006, ma è dedicato a tutte le vittime di questa catena criminale, a partire dagli “invisibili”, a coloro che non hanno contratto e in quanto tale non esistono, non figurano nemmeno tra i morti.
Per attrezzarci a questa sfida abbiamo pensato anche ad un blog, che possa essere anche uno strumento di informazione sulle cause che portano ogni giorno ad almeno 4 morti e centinaia di feriti-invalidi del lavoro. Inoltre, si stanno avviando momenti di connessione e di comunicazione con collettivi, comitati, reti, con associazioni dei familiari, tecnici ed esperti, che già intervengono e denunciano le responsabilità delle forze politiche e delle istituzioni, dei datori di lavoro e dei sindacati, nel contribuire a questa vera e propria strage sociale che si svolge ogni giorno nei diversi luoghi di lavoro, nei cantieri come nei campi e sulle strade.

nomortilavoro@autistici.org   nomortilavoro.noblogs.org
il comitato si riunisce  il primo e l'ultimo mercoledi di ogni mese
alle 17 al CSOA Ex Snia Viscosa -Via Prenestina 173

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