LO STATO UCCIDE: NEI CIE, NELLE GALERE, NELLE QUESTURE

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LO STATO UCCIDE: NEI CIE, NELLE GALERE, NELLE QUESTURE

I suoi servi negano, insabbiano, nascondono

C'è tensione nel CIE di Ponte Galeria. Da quando i reclusi non hanno più
notizie di un loro compagno, di nome FAID, che nella notte tra venerdì 13
e sabato 14 novembre è stato portato all'ospedale per problemi
cardiovascolari. Sembra che l’uomo lamentasse dolori da giorni e che dopo
l'ennesima richiesta di soccorso l'abbiamo ricoverato all'ospedale
S.Camillo. Già da domenica si era diffusa dentro al CIE la voce che FAID
fosse morto ancor prima di arrivare all'ospedale, notizia che era stata
confermata anche da un avvocato in contatto con due reclusi, mentre la
Croce Rossa, davanti alle domande dei solidali e dei reclusi, ha
continuato
a negare tutto, come al solito, rifiutandosi di fornire informazioni sulle
sue condizioni di salute e sul motivo del suo ricovero.

All’alba di domenica 15 novembre, invece, un altro recluso tunisino, di
nome MOHAMED BACHIR, è stato ricoverato all'ospedale Forlanini perché
probabilmente affetto da influenza A. E' quanto hanno ipotizzato i reclusi
ascoltando i crocerossini che l'hanno prelevato e che infatti indossavano
mascherine su viso e naso. La cosa ha ovviamente diffuso il panico tra i
reclusi all'interno del centro, che sono rimasti a contatto per giorni con
il virus, al freddo, in spazi angusti e senza alcuna precauzione. A Ponte
Galeria infatti dall’inizio dell’inverno non funziona il riscaldamento
e l'acqua calda sembra sia tornata in funzione solo da qualche giorno.

Solo oggi, martedì 17 novembre, apprendiamo che FAID è ancora ricoverato
in ospedale in seguito a un’ischemia cerebrale e che fortunatamente, a
quanto pare, non sarebbe in pericolo di vita, mentre BACHIR è riuscito a
scappare dall’ospedale, ma non ci è dato sapere se sia davvero affetto
da influenza A, né se vi sia un reale rischio di contagio all'interno del
centro.

Tutto questo non fa altro che mettere nuovamente in risalto la complicità
dei crocerossini nella gestione di questi lager e nello stendere un velo
d'omertà e di silenzio su quanto succede al loro interno. Insabbiare e
negare – che si tratti di torture, stupri o violenze – è quanto fanno la
Croce Rossa e chi gestisce questi centri, complici di militari, governi e
servi al loro seguito. Diffondere paura – dell'immigrato, del diverso,
dell'emarginato – e sventolare il mito della sicurezza è quanto fa lo
Stato per legittimare questi lager. La loro panacea è sempre la stessa:
repressione e reclusione.

Così, per il silenzio che si stende sulla situazione di FAID e di BACHIR,
per protestare contro le condizioni che si vivono in questi lager e contro
il prolungamento a sei mesi della detenzione, buona parte dei reclusi
della
sezione maschile domenica scorsa è entrata in sciopero della fame. Anche
se da ieri sera lo sciopero è stato sospeso, da dentro ci chiedono di
mobilitarci dall'esterno, visto che loro la lotta la stanno già portando
avanti, come ogni giorno, per la libertà.

ASSEMBLEA PUBBLICA
Mercoledì 18 novembre ore 18.00 all’EX SNIA, in via prenestina 173
PER ORGANIZZARE INIZIATIVE DI SOLIDARIETA' CON I RECLUSI

Libertà per tutte e tutti
Contro tutte le gabbie
Chiudere i lager di stato, chiudere i CIE!

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