LE REGOLE DEL PROFITTO

nomortilavoro - le regole del profitto

Si muore nel fango, si muore schiacciati, si muore avvelenati.

Nessuno è mai responsabile, nessuno ha mai pagato per queste morti.

Tutti spendono molte parole di esecrazione e di condanna, si cercano le cause della tragedia; imprenditori, governo e sindacati si dichiarano costernati.

Ma intanto, nei fatti e non colle parole, l'Unione Europea deregolamenta l'orario di lavoro e così, grazie alla nuova normativa si potrà cancellare ogni forma di contrattazione collettiva, sostituita da rapporti di lavoro individuali, come sogna la CONFINDUSTRIA

Sarà ancora più facile morire nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi o in fondo ad un un pozzo, avvelenati come topi.

Liberalizzare l'orario di lavoro è un crimine, una istigazione a delinquere; cosi come si moriva nell'ottocento così si muore nel duemila: almeno risparmiateci l'ipocrisia delle lacrime per gli ultimi omicidi, come quello degli operai siciliani uccisi dalle esalazioni tossiche dentro una vasca di depurazione.

La domanda è solo una: esistono forze sindacali, sociali, civili e culturali in grado di dare un segno di vita, di battere un colpo, per difendere una conquista di civiltà ?

I movimenti di base si mobilitano puntualmente e giustamente contro il razzismo e contro il fascismo, per il diritto al lavoro e per il diritto all'abitare, contro le guerre, in difesa della diversità.

Sarebbe ora di mobilitarsi e incazzarsi con la stessa intensità e puntualità anche per la strage giornaliera di lavoratori, per far diventare la tutela della salute e della vita dei lavoratori il problema centrale del conflitto.

 

COMITATONOMORTILAVORO

ROMA 12/06/08  

  

  ORA E SEMPRE RESISTENZA

Non è questo il mondo che vogliamo, non è questo quello che sogniamo! 

Inseguendo questo sogno, il 25 aprile del 2008, ricorrenza della Liberazione dal fascismo e dall’oppressione, ci riproponiamo di continuare la Resistenza.L'Italia è una repubblica nata dalla Resistenza, fondata sul lavoro, così recitano le prime parole della costituzione.Oggi, ci troviamo in una repubblica creata  sul profitto  e fondata sulla precarietà , bassi salari, niente sicurezza sui luoghi di lavoro. Le cifre diffuse dall'INAIL denunciano 1.300 morti, 250 mila invalidi un 1.000.000 di infortuni e  250000 malattie l'anno. Cifre sbagliate per difetto, poiché sono calcolati solo quegli infortuni denunciati e non i centinaia di incidenti anche mortali che avvengono in nero, mentre ci si reca o torna dal lavoro o decessi postumi per malattie professionali. La strage è molto più grave di quanto viene drammaticamente denunciato con i 1.300 morti l'anno, perché le cifre effettive non sono mai state rese note. Ne muoiono più che in guerra, se ne vanno in silenzio, nell'indifferenza li raccolgono come sacchi e li catalogano per la statistica, una strage che non finisce mai. Questo genocidio è nascosto dalla stampa e dalla televisione con la complicità delle forze politiche, che hanno consentito la totale deregolamentazione dei rapporti di lavoro, eliminando ogni diritto conquistato con le lotte e ridimensionando la rappresentanza sindacale dei lavoratori, delegandola al sindacato istituzionale. Abbiamo costituito un comitato che si pone l'obiettivo di mantenere la memoria e promuovere il risarcimento delle vittime, la protezione dei lavoratori che denunciano le irregolarità nei luoghi di lavoro, l'abolizione del precariato come causa principale degli infortuni e di ricatto, un rinnovo delle attuali leggi in materia di sicurezza (lg.123) e  per rivendicare i propri diritti contro flessibilità, precarietà, lavoro interinale e in nero. Inaugureremo campagne di denuncia e controinformazione: la campagna “Make your video”, per realizzare un portale nazionale che raccolga i contributi che segnalano le condizioni di insicurezza sul lavoro, un manifesto da mettere nei maggiori cantieri di Roma con il nostro blog informativo e una serie di incontri con ispettori, medici ed avvocati per veicolare in maniera critica la lg.123, le sue applicazioni di base.  Vogliamo continuare a seguire quel filo rosso che lega tutte quelle lotte sociali, quelle esperienze dal basso, che negli anni hanno seguito l'esempio dei partigiani, visto che sentiamo urgente il dovere di reagire alle oppressioni e di lottare per ciò che viene negato.Il 29 aprile, il giorno dopo la giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro indetta dall’ILO (International Labour Organization – Agenzia dellONU) il COMITATO NOMORTILAVORO organizzerà azioni ed eventi pubblici nella città di Roma, per ribadire con forza che di lavoro non si muoia mai più.  

nomortilavoro@autistici.org 

Nomortilavoro.noblogs.org

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