La parte del fuoco

Venerdì 19 ottobre ore 21
presentazione libro La parte del fuoco, di Marco Rovelli, Barbes Editore
Ne discuterà insieme all’autore Andrea Cortellessa.
A seguire concerto di Marco Rovelli.

In funzione TrattoSnia / Birreria

In un vecchio film un uomo di nome Kowalski fugge in auto, lungo le strade senza fine del deserto americano, accompagnato solo da una voce all’autoradio. Non sappiamo da cosa stia fuggendo; conosciamo solo il suo destino alla fine della strada, al punto zero: quando si disintegra in una palla di fuoco. Anche Karim, giovane intellettuale tunisino, è un uomo in fuga – ma il suo destino sarà diverso. Per diciotto giorni conosce l’inferno su una barca, perso nella corrente. Per poi sopravvivere in un “vuoto pneumatico”, le orecchie ancora piene di quello scroscio. Sempre all’erta, come un animale braccato. È in un Centro di Permanenza Temporanea che incontra il “grado zero”, la nuda vita. Dove, come per far breccia nel corpo perché sfiati il troppo che ha attraversato, Karim lo incide, lo tatua, lo taglia. E così si salva dal lager.

Ma è solo quando incontra un destino simile al suo che può sciogliere il canto del suo abbandono. Anche per Elsa, che pure risiede nel luogo dove è nata, la vita è “un passaggio in terra nemica”. Anche lei, che s’è arresa all’ordine paterno, ha raggiunto il “grado zero della vita”: la sua pelle è di vetro, ogni cosa le scivola addosso. E anche lei, in cerca di una via d’uscita, non trova di meglio che tagliarsela, quella pelle. Elsa e Karim si incontrano nella parte del fuoco: quella in cui deve bruciare qualcosa, di sé, per davvero incontrare l’altro. La pelle che si brucia è la storia che si racconta. La propria storia: quella che, quando si svolge, crepita.

Per raccontare questa storia senza usurparla, Marco Rovelli ha dovuto adottare uno strumento semplice quanto estremo: anziché prendere la sua voce come un ventriloquo, al suo protagonista si rivolge in seconda persona. Non è la prima volta che qualcosa del genere accade, in narrativa, ma qui ha una necessità diversa. Perché questa “lingua-tu”, che avvolge tutto il testo, chi scrive se l’è dovuta forgiare allo scopo di ascoltare. Così la parte del fuoco diventa anche quella di chi legge: nel momento in cui capiamo che questa storia ci riguarda. “Il fuoco non incenerisce necessariamente”.

Andrea Cortellessa