DOPO ULTIME DICHIARAZIONE SU AGGRESSIONE AL PIGNETO

Le mobilitazioni spontanee che sono seguite all’aggressione rappresentano la reazione di un quartiere a quello che, nei modi e nello spirito, rimane un’aggressione fascista.
Le assemblee e il corteo hanno rappresentato il modo di riprendersi le strade senza paura e prendere distanza dal teorema folcloristico dell’assalto neonazista, funzionale solo a fomentare un clima di tutti contro tutti.
Il Pigneto ha preso parola per dichiarare che non vuole sceriffi, speculatori, razzisti e non vuole una guerra tra poveri ma affermare il diritto di tutti ad essere rispettati.
Gli immigrati hanno gridato di essere parte integrante ed attiva della collettività e di non voler essere il capro espiatorio del malessere sociale e del degrado di questa città.
Il centro sociale insieme agli abitanti del quartiere hanno dato una lettura chiara dell’accaduto, condannando l’atto fascista e nello stesso tempo mettendo in luce le responsabilità politiche, il disagio sociale e la matrice xenofoba da cui scaturisce l’aggressione.
La matrice xenofoba sta nel sentirsi padroni di casa e sentirsi legittimati ad armarsi contro il bengalese oggi, la zecca e la lesbica domani.
Le responsabilità politiche sono di chi fomenta l’odio per il diverso e la caccia allo straniero e di chi in questi anni ha amministrato questa città e questo municipio privilegiando gli interessi economici di pochi a discapito di tutti.
Il Pigneto non può accettare nessuna strumentalizzazione della destra tendente a ribaltare il clima politico-culturale in cui l’aggressione si inserisce e nessuna ipocrita deresponsabilizzazione della sinistra istituzionale.
Spenti i riflettori del circo mediatico il disagio al Pigneto rimane quello di pagare 500 euro un posto letto, stare sotto sfratto, non avere spazi gioco per i più piccoli, non avere accesso agli asili nido, ritrovarsi un’isola pedonale trasformata in un divertimentificio al servizio del profitto lecito e illecito e non dei cittadini, senza essere quello spazio di socialità e incontro per il quale il quartiere ha lottato per anni.
A questo punto la rabbia da esprimere, ogni giorno, sarà quella per affermare il diritto ad una vita dignitosa.
CSOA EX SNIA

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