Comunicato contro lo sgombero dello spazio sociabitativo SabBa

Il 29 ottobre 2007 abbiamo saputo che il SabBa Occupato verrà sgomberato. Lo sgombero è stato previsto per la notte del 29  tra le 3 alle 6. Grazie alla pronta mobilitazione di molte compagne e compagni stanotte è stato evitato.

Chiediamo aiuti per i picchetti anti-sgombero a tutte le compagne e compagni
SabBa R-Esiste ,viale Aventino 121
Oggi martedi 30 ottobre alle 19 assemblea cittadina per organizzare le prossime mobilitazioni

SabBa R-Esiste

Una palazzina meravigliosa, nel rione San Saba, nel pieno centro di Roma, lasciata marcire su se stessa, da più di ventidue anni, affogata nell'immondizia, usata ripetutamente da ignoti di passaggio senza rispetto alcuno per lo stabile, abusata, bruciata, depredata, distrutta.

Con la nostra occupazione la palazzina ha ripreso vita e colore grazie anche al sostegno di alcuni abitanti e lavoratori del rione. Sostegno che nasce sicuramente da uno sdegno per una situazione di totale degrado e abbandono a cui nessuno riesce a dare una spiegazione plausibile ed accettabile. Lo stabile di San Saba non si merita questo, si merita invece di essere riutilizzato, riabitato, riabilitato, riaperto.

C'è chi invece preferirebbe lasciarlo come è sempre stato : in rovina, piuttosto di vederlo riprendere vita in mano nostra. Ed è per questo che c'è stato intimato lo sgombero, sgombero a cui seguirebbe solo un altro abbandono senza motivazione.

Vogliono questo posto VUOTO. E noi ci opponiamo.

Ribadiamo la nostra volontà a recuperare questo spazio, spazio abitativo e sociale, aperto alle varie realtà del territorio, a cui continuiamo a chiedere sostegno e collaborazione.
Ribadiamo la nostra più totale opposizione alle logiche speculative che lasciano inutilizzati migliaia di spazi e abitazioni, solo per un VERGOGNOSO tornaconto monetario, in un momento quanto mai difficile per la città di Roma, ormai messa in ginocchio, dove migliaia di anziani, famiglie e single si trovano strozzati da affitti sempre più alti, minacciati dagli sfratti, relegati in periferie sempre più lontane, espropriati da un centro storico che ci appartiene per storia e tradizioni, che invece diventa sempre e solo più turistico, asettico, globalizzato e meno popolare.
Abbiamo deciso di riprenderci quello che ci è dovuto.

Il SabBa occupato ha deciso di resistere, sabBa vuole continuare a esistere.
Abbiamo bisogno del sostegno di tutte le realtà territoriali romane e non, di tutte le compagne e compagni che condividono con noi la stessa lotta, per far capire che non siamo soli, ma che siamo tutti uniti contro quelle logiche di potere che vorrebbero schiacciarci.
Abbiamo il diritto di opporci.

 

SabBa Occupato

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