Assemblea a Casilino 900

I diritti degli abitanti di Casilino 900

sono i diritti di tutti

Assemblea pubblica mercoledì 17 settembre alle ore 17 in via
Palmiro Togliatti presso la Festa di Liberazione (Parco Madre Teresa di Calcutta) insieme agli abitanti del campo

Savorengo Ker

 

Cosa succede a Casilino 900

Il campo da circa 40 anni stanzia su un terreno all'incrocio tra la Casilina e la via Palmiro Togliatti, già da diversi mesi è sotto i riflettori non solo nazionali ma anche europei. La giunta comunale ha progetti legati a quel terreno, che ovviamente non prevedono la presenza del campo, abitato al momento da circa 450 persone. Da tempo le istituzioni paventano lo sgombero del campo, ma non hanno ancora indicato quando e in quale posto verranno  trasferiti gli abitanti del Casilino 900. Per giunta, le azioni di repressione e violazione dei diritti umani intraprese nell'ultimo mese hanno creato condizioni di disperazione tali che nessuna famiglia potrebbe sopportare nemmeno per un giorno: sono state chiuse le fontanelle dell'acqua, è stata tolta la corrente elettrica, sono stati persino sequestrati i generatori elettrici (che non sono stati restituti nemmeno quando i proprietari hanno mostrato alle autorità lo scontrino fiscale che ne certificava il regolare acquisto!); mancano i servizi igienici e le minime condizioni di vivibilità. Recentemente si è aggiunta la restrizione della libertà di movimento fuori e dentro il campo: le forze dell'ordine perquisiscono chiunque e il campo è circondato da cordoli di cemento, che impediscono l'ingresso dei mezzi, anche quelli utilizzati dagli abitanti per andare a lavoro. Possono entrare solo due auto al giorno per i malati che hanno bisogno di cure giornaliere, auto che vengono perquisite con inevitabili ritardi nella somministrazione delle cure. Infine, le recenti azioni repressive giustificate dal ritrovamento di "refurtiva" nelle case (nonostante le camionette dei vigili presenti e le perquisizioni agli ingressi del campo!) hanno portato all'arresto di venti uomini, allontandoli dalle loro famiglie. Gli ultimi episodi sono avvenuti mentre alla Biennale di Venezia delegati del campo, insieme all'Università di Roma 3, presentavano un progetto edilizio sperimentato insieme agli abitanti del campo stesso e mentre il loro portavoce Najo Adzovic riceveva il premio speciale "Rachel Corrie" in occasione della terza edizione del premio "Testimoni di pace".

Perché questo riguarda tutta la cittadinanza

La vicenda di Casilino 900 ci riguarda tutti e tutte perché non si può vivere senza acqua, luce e servizi igienici, in mancanza delle garanzie minime in termini di diritti e vivibilità. Il rischio è che le condizioni del campo continuino a peggiorare, alimentando una spirale di esasperazione tra gli abitanti.

Ci riguarda perché non bisogna permettere ai media e alle istituzioni, di destra e di sinistra, di celare la verità e prenderci in giro: nell'attuale clima di emergenza securitaria, per tutti loro è ancora più facile dire che "i rom del Casilino 900 sono un pericolo pubblico".

Ci riguarda perché sappiamo tutti, abitanti del campo e non, che da "quella situazione" non può scaturire nulla di positivo, e che la stessa è determinata dalla totale incapacità delle istituzioni di proporre soluzioni efficaci per il campo e di risposte serie e concrete per la vita quotidiana di tutti noi: dal caro vita, alla casa, al lavoro, alla scuola.

Cosa fare

Chiediamo al sindaco e al prefetto di aprire con le comunità un tavolo di valutazione di soluzioni concrete. L'esigenza inalienabile è quella di avere la certezza di un luogo dove sia garantito il diritto ad una vita sana e serena. L'esigenza prioritaria è che vengano immediatamente ripristinate le condizioni necessarie a rendere la vita nel campo dignitosa.

Non accettiamo che vengano cancellati i diritti di nessuno e che i problemi vengano affrontati solo come questioni di ordine pubblico. Non cadiamo nella spirale della guerra tra poveri. La solidarietà e l'agire comune devono essere gli strumenti per far valere i nostri diritti.

 

Insieme agli abitanti del campo Casilino 900 promuovono: C.S.O.A. Ex SNIA – Lucio Conte – Stalker/ON – PRC Partito della Rifondazione Comunista