31/01/09 CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

Manifestazione_contro_il_pacchetto_sicurezza

SABATO 31 GENNAIO

CORTEO CITTADINO A ROMA,

appuntamento alle 14:30 in  Piazza di Porta Maggiore

L'ENNESIMO ABUSO DELLA PAROLA SICUREZZA  Per sicurezza noi intendiamo diritto ad una vita dignitosa, ossia diritto alla casa, ad un lavoro senza sfruttamento e tutelato da garanzie contrattuali, diritto ad un sistema previdenziale pubblico e gratuito a salvaguardia della salute in tutte le fasi della vita, diritto ad un'istruzione pubblica e laica, diritto di poter scegliere liberamente dove risiedere, senza dover rendere conto della propria origine geografica. Il ddl 733, noto come “pacchetto sicurezza”, in discussione al Senato, ancora una volta mistifica il significato del termine sicurezza, individuando nei migranti un capro espiatorio sociale e instaurando un clima di odio razziale che maschera i reali problemi della vita di ogni giorno: la precarietà e la mancanza di sicurezza  sul lavoro, le speculazioni su affitti e prezzi degli immobili che non garantiscono il fondamentale diritto all'abitare, l'introduzione di ticket sanitari sempre più salati che impediscono ai meno abbienti di curarsi, lo smantellamento dell'istruzione pubblica.  Il ddl 733  mira a costruire un concetto di normalità basato su divieti, restrizioni, controlli: colpisce ancor più duramente chi occupa un edificio, una strada, e persino un muro pubblico (punendo i writers con la detenzione fino a 3 anni), così come chi commette reati come la violazione di domicilio; amplia le ipotesi di arresto per reati di scarso rilievo; intensifica in modo paranoico i controlli, attribuendo nuove facoltà agli enti locali di fare uso di sistemi di video-sorveglianza e consentendo la costituzione di vere e proprie ronde di cittadini. Il ddl 733 introduce nuovi reati, tra cui il reato di ingresso illegale nel nostro paese, costringendo nell'illegalità migliaia di persone e favorendo il lavoro in nero.  Il ddl 733 porta da 60 giorni a 18 mesi il periodo di reclusione nei Centri di Permanenza Temporanei  Il ddl 733 impone di mostrare il permesso di soggiorno per accedere allo stato civile, quindi ad esempio per poter riconoscere il proprio figlio, anche se nato in Italia, e per potersi sposare, sia con una persona straniera che italiana. Il ddl 173 consente al personale sanitario di denunciare chi non detiene permesso di soggiorno, impedendo loro di accedere ai servizi sanitari italiani. Questo si ripercuoterà enormemente sulle donne: si pensi all'assistenza medica necessaria nei casi di gravidanze o aborti, per non parlare delle conseguenze fisiche di stupri e violenze.  Costruire categorie illegali e più “deboli” delle altre non significa migliorare le proprie condizioni di vita, né tanto meno risolvere il problema della sicurezza: al contrario, è il primo passo per rendere più ricattabili tutti e tutte. Per questo ci opponiamo con forza all'approvazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza” e chiediamo sicurezza sul lavoro, uno stato sociale che garantisca istruzione e sanità pubbliche e gratuite per tutte e tutti, siano essi migranti, siano cittadine e cittadini italiani.   

INVITIAMO ALLA MOBILITAZIONE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA DEL 31 GENNAIO 2009

ORE 15 PIAZZA PORTA MAGGIORE.  TROVIAMOCI AL CSOA EX SNIA, V. PRENESTINA 173, ALLE 14,00 PER ANDARE AL CORTEO INSIEME!   CSOA EX SNIA