25 aprile. Pigneto: Non si scherza con la storia e con le parole.

Il Pigneto combatte il nazifascismo, il razzismo e il revisionismo storico

Non sappiamo chi abbia voluto riscrivere in inglese la schifosa frase che troneggiava all’ingresso di Auschwitz. Sappiamo che da Roma e anche dal Pigneto sono state migliaia le persone rastrellate, deportate e uccise in quello e in altri campi di sterminio. Per questoanche oggi 25 aprile 2011 siamo in piazza come ogni anno da dieci anni insieme ai partigiani ai deportati alle loro famiglie e ai tanti cittadini che non si rassegnano a vivere in una città capace di dimenticare orrori immensi come quelli vissuti solo poco più di 60 anni fa. La scritta posta ieri sul ponticello del Pigneto è un triste segno dei tempi: c’è qualcuno che pensa di poter oltraggiare o provocare o scherzare sulla pelle di persone uccise. Allora oggi come ieri è ancora più importante stare nelle strade e nelle piazze e viverle in modo consapevole, per combattere l’indifferenza e riprendere in mano il senso della resistenza e della liberazione, che in troppi hanno dimenticato.

Comunque i fatti che si sono verificati dopo questa brutta provocazione sono i seguenti:

quando alcuni di noi l’hanno vista, verso le 9 di ieri hanno pensato ad una stupida installazione-provocazione di qualche “artista” neo abitante del Pigneto un po’ imbecille, comunque non hanno pensato di eliminarla immediatamente perchè, visto che il quartiere era ancora addormentato, e visto che poche ore dopo sarebbe passato di lì il corteo che andava ad omaggiare i partigiani del quartiere, la cui testimonianza di lotta-martirio è ricordata in parecchie epigrafi affisse sulle nostre strade, l’avremmo divelta con un atto di protesta popolare. Per dare un segno e per non lasciare un luogo simbolo del quartiere oltraggiato da quella scritta abbiamo esposto uno striscione contro le morti sul lavoro anche a ricordo di quei lavoratori che nei giorni della liberazione hanno sacrificato la loro vita in azioni di sabotaggio contro fascisti e nazisti.

Invece l’incazzatura degli abitanti è andata montando più rapidamente del previsto. Verso le 11,30 quando sia le volanti che i vigili urbani e la Digos avevano chiamato i vigili del fuoco per farla togliere, noi abitanti del quartiere abbiamo preteso, a muso duro, che nessuno esponente militare o istituzionale compisse un atto di antifascismo a nome degli abitanti del Pigneto, perchè solo noi siamo leggittimati a compiere un atto del genere. Per questo, dopo una rapida trattativa telefonica fatta col responsabile centrale della Digos, abbiamo concordato che dopo una decina di minuti che servivano alla polizia scientifica per fare i rilievi di routine, noi cittadini del quartiere avremmo divelto la scritta provocatoria e l’avremmo consegnata successivamente alla Digos, e così è stato. Prima a martellate, e poi con una sega, abbiamo eliminato la provocazione. Durante questi momenti abbiamo mandato via anche i vigili del fuoco sopraggiunti, dicendo loro che l’antifascismo non lo deleghiamo e gli abitanti del Pigneto si assumono in ogni caso tutta la responsabilità di portare a termine un’azione del genere!

Quelli del 25 aprile