24 marzo ieri e oggi

Per Angelo Galafati e i trucidati alle Fosse Ardeatine

per i partigiani e le partigiane

per chi ama la libertà e non ci vuole rinunciare

  

 

galafati

Ieri a Roma e al Pigneto. Donne e uomini, giovani e meno giovani, lavoratori, studenti, disoccupati, per lo più precari e immigrati, decidono di unirsi e di esporsi in prima persona per combattere contro gli occupanti nazisti e contro il regime fascista, che dopo vent’anni di dittatura aveva trascinato l’Italia in una guerra devastante e distruttiva. Lottano casa per casa, strada per strada, cospirano nei posti di lavoro e nelle osterie per riconquistare quella libertà che i fascisti gli avevano tolto e per affermare il diritto alla parità, alla pace, alla cultura, all'istruzione, al lavoro, alla casa, a una vita dignitosa.

 

Oggi. Uno Stato autoritario e asservito agli interessi peggiori dell’economia e della finanza decide di attaccare sistematicamente tutti i diritti sociali,  peggiorando la già scarsa qualità della vita delle persone. Nel paese come a Roma innesca la guerra tra poveri, incoraggia l’odio verso il diverso, intensifica la precarietà e copre il lavoro nero, tutela le aziende che non garantiscono la sicurezza, reprime il diritto di sciopero e di manifestare, rivendica il razzismo, limita la vita sociale, censura ogni pensiero critico, ingabbia la cultura, distrugge l’ambiente, attacca il diritto alla salute e alla formazione per difendere gli interessi di pochi, che nonostante la crisi economica continueranno ad arricchirsi sulla nostra pelle.

Ieri. Angelo Galafati, pontarolo, padre di sette figli, abitante del Pigneto in via Fortebraccio 25, militante di Bandiera Rossa, si occupa prevalentemente di nascondere i prigionieri stranieri evasi dai  campi di prigionia dopo l’8 settembre in varie case amiche. Nel quartiere sono numerose le famiglie che si prestano per nascondere prigionieri rischiando loro stesse la vita, fanno parte di quella fitta rete sociale che nei quartieri popolari e nelle borgate ha resistito alle violenze e soprusi dei nazisti e dei loro lacchè repubblichini.
A causa della spiata di alcuni conoscenti che collaborano con gli occupanti nazi-fascisti, il 13 marzo 1944 Pietro Koch si finge un ufficiale inglese per entrare in casa sua. Il motivo della retata era la cattura di una partigiana, Maria Baccante, che però non viene trovata. Angelo viene arrestato insieme a sei ex prigionieri stranieri, quattro russi nascosti dalla famiglia Galafati, un belga e un francese, che erano ospitati nelle case adiacenti. per evitare che fossero deportati. Portato a Regina Coeli, viene rinchiuso al terzo braccio nella cella 256, quello riservato ai detenuti politici, nella sezione gestita direttamente dai tedeschi. Angelo Galafati è rimasto a Regina Coeli per undici giorni: il 24 marzo viene prelevato per essere ucciso alle Fosse Ardeatine, insieme ad altre 335 pers one. Alla moglie viene raccontato che era stato deportato in Germania e condotto nei campi di lavoro.  La famiglia ignora la morte di Angelo per lungo tempo anche dopo la liberazione di Roma e vive nell’attesa di un suo ritorno. Scoperto il luogo dell’eccidio, la famiglia Galafati verrà chiamata più volte per i riconoscimenti dei cadaveri. Solo alla fine da brandelli dei vestiti riconoscono Angelo, che probabilmente fu uno dei primi a cadere sotto il fuoco tedesco nelle cave di pozzolana.

Oggi a Roma e al Pigneto. Ricordare Angelo Galafati nelle strade e nelle piazze del suo quartiere è un atto collettivo necessario. Raccontare la storia di chi non si è arreso alla barbarie e allo sfruttamento costruendo solidarietà tra diversi pagando con la vita, oggi vuol dire affermare con tenacia che "non ci avrete mai come volete voi". La solidarietà è la prima risposta all’autoritarismo e alla degenerazione delle relazioni sociali. Quel mondo senza frontiere e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo che Angelo Galafati cercava faticosamente di costruire è la prospettiva a cui dobbiamo guardare per costruire un'altra Roma.

Roma 24/03/09

CSOA Ex SNIA

Un video dalla giornata 'La storia nelle strade', un percorso nella memoria in cui si commemora Angelo Galafati

 

 

CSOA Ex SNIA 

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