18 Anni di Occupazione

18 ANNI DI OCCUPAZIONE

LIBERARE GLI SPAZI E AUTORGANIZZARSI
Nel 1995 l’ex fabbrica CISA-SNIA Viscosa, abbandonata da anni, fu occupata da lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate, pischelli/e e coatti/e, anziani/e, pensionati/e, ignorati da una politica lontana e disinteressata alle tendenze e alle esigenze sociali.Un territorio intero sentì l’esigenza di liberare un luogo che stava per essere aggredito dalla speculazione edilizia, per restituire a se stessi e restituire al quartiere uno spazio che gli apparteneva, per il desiderio di vivere il verde piuttosto che vederselo sfilare da sotto gli occhi, per dare vita a un laboratorio di sperimentazione politica alternativa, in una città asfissiata dalla partitocrazia, dal cemento, dallo smog, dal privato, dalla mancanza di luoghi di aggregazione liberi.
Occupare una fabbrica abbandonata ha il senso preciso di riappropriarsi di quegli spazi prima sfruttati e poi abbandonati dalle logiche del mercato, per sottrarli al degrado e all’indifferenza e restituirli alla città e al quartiere. Occupare questi luoghi significa liberarli, dar vita ad esperienze alternative ai modelli dominanti e costruire laboratori sovversivi dentro la metropoli per cercare di costruire il sog
no di un mondo diverso e per permettere a tutti/e di sperimentare la rivoluzione che ognuno di noi ha dentro.L’occupazione dell’eXSnia nasceva, nel 1995, insieme a tante altre, in Italia e in Europa, e negli ultimi due decenni è stata un crocevia della storia delle lotte e dei movimenti. Da 18 anni ci battiamo per la libertà di movimento
ni. 18 anni di occupazione, 18 anni di conflitto serrato verso le politiche di controllo sociale e la repressione, contro la devastazione del territorio,contro ogni guerra,contro la mercificazione dell’esistente, contro il capitalismo, al fianco dei lavoratori immigrati, degli sfruttati, contro ogni logica fascista, sessista e razzista, contro uno stile di vita capitalistico che ci uccide, ci fa ammalare e ci rende poveri. Tutte istanze sociali e politiche che dovrebbero essere considerate normali, ma che invece vengono calpestate e represse quotidianamente., per la libertà di espressione, per l’accoglienza, per l’autodeterminazione delle donne, per l’autodeterminazione dei popoli, per la libertà di aggregazione di adulti e bambi



RIAPPROPRIARSI DEL TEMPO
Riprendersi il potere di decidere e autorganizzare il proprio tempo, trasformare il “tempo libero” in “tempo liberato”.
Il C.S.O.A. eXSnia resta un luogo dove il tempo non è denaro, si oppone al sistema del mercato dove le ore corrispondono ai soldi. Il tempo è dedicato alla costruzione di una società nella quale l’altro non è estraneo o rivale, ma anzi, fuori dalle logiche dell’individualismo e della competizione, fa parte di un unico corpo.

Oggi che la precarietà sembra essere diventata la regola del lavoro e dell’esistenza, oggi che il Potere ha costruito una società in cui domina un individualismo cieco e senza prospettiva, il CSOA eXSnia ha scelto di r-esistere rilanciando un immaginario sociale e politico differente, dentro il quale la liberazione del proprio tempo di vita dalle regole del mercato è un imperativo.

 

AUTORGANIZZARE IL CONFLITTO
18 anni di condivisione di lotte, scambio di idee e saperi, contaminazioni e attraversamento di linguaggi.
Tutto questo vive e si muove in un percorso basato sull’autonomia e l’autorganizzazione, ovvero sull’estraneità totale dai partiti e dalle logiche del tornaconto personale. Così pensiamo che si debba organizzare il conflitto, sottraendolo al “mercato della politica”, traendo forza proprio dall’indipendenza dalle istituzioni e da un totale autofinanziamento.
La costruzione di momenti di socializzazione, di crescita collettiva, di espressio
ne ad ogni livello è il nostro percorso di autogestione che ci dà gli strumenti e gli spazi per essere realmente, giorno per giorno, liberi ed in opposizione al sistema e al di fuori delle dinamiche della cultura dominante. Applichiamo l’autogestione, dove per noi autogestione significa condivisione di esperienze e di capacità, ripresa del controllo della nostra vita, per questo ogni iniziativa organizzata dalla SNIA è frutto della condivisione di ogni militante del collettivo; superando l’approccio commerciale dell’organizzazione degli eventi, in cui le persone vengono considerate meri consumatori che devono partecipare ad un’iniziativa in modo passivo e distaccato, la SNIA propone dal 1995 un’organizzazione collettiva in cui non esistono ruoli né barriere.

 

IL FUTURO
La nostra è una lunga relazione con il territorio, il Prenestino-Labicano, un quartiere ex-industriale, un tempo di operai e ferrovieri, oggi a vocazione commerciale, da sempre nel mirino della speculazione edilizia che ciclicamente torna ad interessarsene. Un quartiere segnato dalla trasformazione violenta, dallo sradicamento dei meno abbienti, dal caro affitti e dalla gentrificazione, da grandi salotti privati e costosi all’aperto, dalla mancanza di verde, di spazi per bambini, dall’abbandono delle istituzioni, pronte a farsi vedere solo in periodo elettorale.
Da sempre costruiamo con tutto il quartiere un percorso di consapevolezza e “partecipazione” alle scelte che investono il nostro territorio. È così che il C.S.O.A. eXSnia ha condiviso con gli abitanti del Prenestino-Labicano battaglie e progetti per evitare che la cementificazione, la privatizzazione degli spazi, la movida siano le uniche caratteristiche del nostro quartiere.
Consapevoli della nostra storia e determinati nei nostri obbiettivi, siamo pronti ad investire la nostra rabbia per costruire altri decenni di dissenso contro la ferocia del capitalismo, verso la costruzione di un nuovo immaginario rivoluzionario, primo momento per la costruzione di un mondo migliore. Proprio a partire da queste strade di ex-periferia, come abbiamo fatto dal 1995.

CIAO DARIO