10/04/10 Dopo Rosarno esperienze di lotta al confronto

nostra_patria

 

 Nostra patria è il mondo intero…

Dal Lazio alla Sicilia esperienze di lotta al confronto

 

Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni (Antico detto africano). Così chiude il suo intervento Kalifa, uno dei lavoratori africani di Rosarno, deportato a Roma dopo i fatti del 7 gennaio, che sopravvive da due mesi senza lavoro con l'aiuto di strutture di base cittadine.

Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni. Il sogno di essere liberi, di determinare la propria vita, di tornare liberamente dalla propria famiglia in Africa senza vincoli legati ai documenti che immobilizzano. Il sogno di lavorare dignitosamente per poter inviare loro quel po’ di denaro che consente di sopravvivere alla miseria e alle malattie.  Il sogno di vivere senza doversi guardare le spalle quando si cammina per strada, di dormire in un letto e non su uno scatolone di fortuna alla stazione… Il sogno di poter avere dei semplici desideri…

 

Dopo i fatti di Rosarno, la vasta, tragica, sommersa realtà della manodopera immigrata impiegata strutturalmente nelle campagne d’Italia non è più una condizione nota a pochi. La situazione in Calabria, Puglia, ma anche nelle piane del Lazio, nelle stalle della Lombardia e del Veneto si ripropone in Andalusìa per le fragole, o in Francia, nella Bouche du Rhone. Meccanismi simili perché è simile il modello agricolo: un'agricoltura industriale volta al massimo profitto sostenuta e incoraggiata da mezzo secolo di politiche pubbliche.

 

Possiamo pensare che non ci riguardi, se decidiamo di ignorare le condizioni in cui vengono prodotti i pomodori, le zucchine, le arance che compriamo sui banchi del supermercato; se decidiamo di non domandarci a chi va quell’euro e mezzo che paghiamo per un chilo d’arance tarocco, quando le stesse vengono pagate 20 centesimi ai produttori. Ancora meglio, la spremuta a un euro potrebbe sembrarci meno conveniente se sapessimo che i frutti da cui viene prodotta vengono acquistati dai grossisti a 5 centesimi. Più del 600%, di tanto aumenta il valore di un frutto quando passa dal produttore agli scaffali delle grandi catene di distribuzione. Intanto noi compriamo e così alimentiamo una circuito di sfruttamento che strozza i piccoli produttori al punto di renderli aguzzini, servi delle organizzazioni mafiose e carnefici verso i più deboli, i braccianti del nuovo millennio, ultimo anello di questa lunga catena. Compriamo e foraggiamo chi, forte del monopolio e coperto da leggi razziste, compra a basso prezzo il sangue e il sudore dei lavoratori immigrati.

 

La solidarietà che ha circondato i lavoratori africani linciati e deportati da Rosarno non può fermarsi all’aiuto materiale, né contentarsi della lotta per la regolarizzazione. È necessario affrontare i nodi strutturali della questione, in una prospettiva di lotta che coniughi lo sviluppo democratico e partecipato di quei territori con la dignità di lavoratori che devono poter affermare i propri diritti.

 

Rosarno non è un caso. Rosarno è un sistema di fronte al quale non basta scandalizzarsi ma è necessario reagire, organizzarsi, lottare. Insieme: lavoratori delle campagne, immigrati e italiani, piccoli produttori indipendenti e consumatori delle metropoli. 

 

Che risposte collettive possono essere date nei diversi territori?

 

Come possiamo mettere in rete le nostre esperienze e le nostre idee per disarticolare la gerarchia etnicizzata del lavoro che contempla l'esistenza di fasce totalmente prive di tutele e diritti?

 

Come rompere ovunque il muro di silenzio che circonda queste vite ridotte a braccia, senza testa e senza dignità, e che garantisce il loro sfruttamento? 

 

Mettiamo in relazione le nostre esperienze e i nostri sforzi perché le realtà solidali nei vari territori, già attive da anni per dare un minimo sostegno ai lavoratori supersfruttati come gli africani di Rosarno, non restino isolate e impotenti

 

Costruiamo un terreno comune di intervento e di lotta

 

PARLIAMONE INSIEME SABATO 10 APRILE CON:

 

– Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma

– Enrico Pugliese, Docente di Sociologia del Lavoro, Università La Sapienza di Roma  

– Consorzio EquoSud di Gallico, Reggio Calabria

– La Rete Migranti della provincia di Reggio Calabria

– Alcuni lavoratori africani di Castel Volturno

– CS ex Canapificio, Caserta

– Centro Jacob, Foggia

– Laboratorio Zeta, Palermo

– Comitato Primo Marzo, Siracusa

– Redazione veneta del Primomaggio – Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati

 

 

 

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

 

Alle 16:00 – Reading di Mambaye Diop

a seguire – incontro pubblico con l’ALAR – Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma


Aperitivo calabrese e CENA SUB-SAHARIANA

 

Alle 21:00 – video-proiezione

 

Alle 21:30 – CONCERTO CON MADYA DIEBATE (griot e maestro di Kora)

 

A seguire – dj set con Sekou Diabate (Città Futura) Radio Africa (Onda Rossa – 87.9 FM) TP Africa (Popolare Roma 103.3 FM) e Aso Rock General

Sottoscrizione a sostegno della Cassa di Mutuo Soccorso per i lavoratori africani di Rosarno a Roma

 

Nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà

 

promuovono:

Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Romaalar.noblogs.org

Osservatorio Antirazzista Pigneto Tor Pignattara – www.6antirazzista.net

Comitato di Quartiere Pigneto Prenestino – www.lapigna.info

CSOA eXSnia  – www.exsnia.it

Campagna “Non uno di meno”


Per contattattare ALAR e aderire all'appelo di sostegno:

clicca e firma l'appello

alar@inventati.org

http://alar.noblogs.org